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Il vetro di Murano Il vetro di Murano Il vetro di Murano Il vetro di Murano

Il vetro di Murano


La tecnica della vetrofusione è una delle più antiche nella lavorazione del vetro di Murano. Le prime notizie risalgono addirittura al 2000 a.C., con testimonianze legate agli egizi e ai romani e alla produzione di oggetti in vetrofusione, principalmente vasi, piatti e anche gioielli. Nel corso del tempo questa tecnica è stata affiancata, e per un periodo quasi sostituita, dalla soffiatura; da decenni però le due meotodologie convivono e sono utilizzate in funzione degli oggetti da produrre. La vetrofusione oggi è una tecnica ancora piuttosto complessa, che può essere utilizzata solo da artigiani esperti, capaci di controllare bene le tante varianti che comporta il processo di lavorazione (temperatura, mutazioni di colore e di consistenza, assemblaggio dei vetri...).

In cosa consiste la tecnica della vetrofusione? Il vetro viene fuso ad alta temperature grazie a dei forni appositi; durante la lavorazione vengono utilizzati ossidi e altri materiali in grado di creare effetti colorati, lucidi e smaltati. E' in questa fase che emergono le abitilità degli artigiani, che si trovano a giocare con i colori, le sostanze e i motivi che comporranno la decorazione finale. I diversi vetri utilizzati vengono fusi a temperature vicine ai 900 gradi e, successivamente, assemblati in modo da creare i decori; la conoscenza dei vetri e delle loro caratteristiche è un elemento decisivo per ottenere un risultato finale d'effetto, così come la capacità di tagliare il vetro in modo regolare e uniforme.

Ma il vero segreto della tecnica consiste nel riuscire a gestire, durante la cottura, la decorazione che è stata pensata in fase di progetto, questo perché le temperature del forno causano cambiamenti nell'aspetto e nei colori dei vetri. Per questo, spesso, viene utilizzato un vetro trasparente come base, sul quale sono applicati diversi pezzi di altri vetri che vanno a comporre il decoro finale.



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